Yemen: gli Houthi resistono a Casa Saud, Colera e Covid-19

Se l’Iran deve essere paragonato a Marx, come afferma il falco dell’imperialismo USA, il regime dei Saud incarna, dal canto suo, fin dalla sua creazione nel 1744, la contro-rivoluzione e la tirannia di Adolphe Thiers, il becchino della Comune di Parigi” Bahar Kimyongur (giornalista turco d’origini ebraiche)

Il 23 marzo, il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha chiesto il cessate il fuoco sull’intero pianeta per combattere il Covid-19 appello accolto dalla potenza emergente iraniana. La Resistenza yemenita Houthi, reduce da una indiscussa vittoria contro l’Arabia Saudita, ha esortato gli eserciti – compreso quello saudita – a rispettare la tregua. La dittatura wahabita, al di là della meritata sconfitta, non s’è attenuta al provvedimento continuando le ostilità fino all’8 aprile. Secondo fonti attendibili, come la Rete Voltaire, il Regno è duramente colpito dal Coronavirus il quale miete la stragrande maggioranza delle vittime nelle periferie dove si concentra il proletariato ‘’non autoctono’’ (centro-Africa e sud-est asiatico):

‘’Il Regno è duramente colpito dall’epidemia, che imperversa nelle bidonville dove vivono i lavoratori stranieri provenienti dall’Africa, dal sud-est dell’Asia, dalla Mecca e da Medina.

Ma l’Arabia Saudita è soprattutto una gerontocrazia. Almeno 150 membri della famiglia reale sono risultati positivi al COVID-19. Fra loro anche il principe Faisal bin Bandar bin Abdulaziz Al Saud, governatore di Riad, ora in rianimazione. Re Salman (84 anni), malato di Alzheimer, e il principe ereditario, Mohammed bin Salman, sono stati isolati in due diversi palazzi’’ 1

La gerontocrazia saudita ha i giorni contati? Lo Stato profondo USA l’ha utilizzata come ‘’cane da guardia’’ contro la Repubblica Islamica dell’Iran per ragioni politico-sociali individuate, fin dall’inizio dell’aggressione, sull’Interferenza. Nell’articolo La rivincita dell’Islam sciita nello Yemen (tradotto anche in francese e diffuso su vari giornali online francesi ed arabi), ho ricostruito coerentemente le ragioni dell’ostilità statunitense allo sciismo rivoluzionario:

‘’La frase in oggetto “Iran come nuovo Karl Marx”, non vuole essere uno scherzo; fu pronunciata niente meno che da Condoleeza Rice e possiamo leggerla sul Washington Post del 23 novembre 2012. Definizione emblematica che recentemente Bahar Kimyongur ha così commentato: Se l’Iran deve essere paragonato a Marx, come afferma il falco dell’imperialismo USA, il regime dei Saud incarna, dal canto suo, fin dalla sua creazione nel 1744, la contro-rivoluzione e la tirannia di Adolphe Thiers, il becchino della Comune di Parigi”.

Cosa significa tutto questo? La lettura non è così difficile come sembra: la Repubblica Islamica dell’Iran, agli occhi di molti musulmani, incarna i principi e gli ideali di giustizia sociale costantemente calpestati dai regimi monarchici ed autoritari al servizio dell’Occidente. Tutto ciò si riflette anche in Europa dove le masse nordafricane – pensiamo a paesi come Francia, Inghilterra o anche Italia – tendono in parte a “migrare” dal sunnismo allo sciismo. Dietro a questa scelta la volontà di dare una dimensione politica alla fede religiosa, fondata su principi di eguaglianza e giustizia sociale’’ 2

Lo Yemen è teatro d’uno scontro sociale dove la questione nazionale assume connotati classisti: il wahabismo, una variante degenerata dell’Islam ‘’sunnita’’, è stato contrapposto dagli USA allo sciismo khomeinista il nemico principale dei neoconservatori repubblicani e dei settori più retrogradi del sionismo israeliano. Non ci troviamo dinanzi uno ‘’scontro di civiltà’’; nello Yemen come in Libano, nazionalisti e socialisti combattono fianco a fianco ai rivoluzionari religiosi-sciiti, mentre le fazioni dell’imperialismo liberale non hanno nessuna remora ad armare fino ai denti retrogradi tagliagole ‘’sunniti’’. Un dispaccio statunitense – citato nell’articolo La rivincita dell’Islam sciita nello Yemen – del 2010 (documento nº 242073 dell’allora Segretario di Stato, Hillary Clinton) inchioda lo Stato profondo USA: non soltanto sapevano della presenza di Al Qaeda nello Yemen – aggiungerei allo Yemen la Siria – ma hanno coperto i finanziamenti sauditi ai terroristi wahabiti. La politica di Washington è la ‘’politica del preservativo’’: prima utilizza stragisti della peggior specie, poi, quando non servono più, li scarica.

Yemen: fra guerra, Colera e Covid-19

Il Covid-19 è solo uno dei problemi a cui dovrà far fronte la popolazione yemenita. Negli anni passati, questo popolo martoriato dal neocolonialismo ha resistito – oltre ai sauditi – ad una epidemia di Colera, patologia ben più devastante del Coronavirus. L’ONG Save the Children, ci dà ulteriori dettagli:

‘’Nelle ultime due settimane l’epidemia di colera in Yemen ha contagiato 40 mila persone, tra cui più di un terzo sono bambini, registrando un aumento del 150% rispetto al periodo precedente. Ogni giorno nel paese, ben 1.000 bambini vengono colpiti dalla malattia, mettendo più a rischio soprattutto i bambini malnutriti.

Oggi, nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dall’inizio della guerra in Yemen, torniamo a denunciare la terribile situazione dei bambini yemeniti. Si stima che 85.000 bimbi con meno di cinque anni di età abbiano perso la vita a causa della fame e delle malattie, conseguenze indirette della guerra, e quasi 6.500 minori sono stati uccisi o feriti dai bombardamenti. Anche l’Italia è coinvolta in questo orrore, il nostro Paese infatti è coinvolto nella vendita di armi alla Coalizione Saudita, ritenuta responsabile degli attacchi sui civili. Per fermare tutto questo, abbiamo lanciato 
una petizione on line per chiedere al Ministro degli Affari Esteri di interrompere l’esportazione di armamenti all’Arabia Saudita’’ 3

Lo Stato profondo italiano (es. Finmeccanica) è in prima fila nella cooperazione militare con l’Arabia Saudita ed una parte del giornalismo ‘’di regime’’, violando l’etica professionale, silenzia le denunce degli attivisti per la de-militarizzazione. Il primo caso di Coronavirus nello Yemen risale al 10 aprile e le prime due vittime il 30 del mese, situazione incerta che potrebbe precipitare aggravando la ‘’catastrofe umanitaria’’. ‘’E’ una situazione straziante’’, denunciano diverse associazioni di medici volontari. Un ulteriore aspetto merita d’essere sottolineato. Nonostante l’’’emergenza umanitaria’’, la guerriglia Houthi (sciita) è riuscita ad umiliare l’esercito regolare saudita (appoggiato dai Clinton e Netanyahu) confermando l’intuizione del generale Charles De Gaulle: un ‘’esercito professionale’’, demotivato e sotto ricatto, non ha nessuna possibilità di vincere contro una guerriglia ideologizzata con una conoscenza articolata del territorio e del suo tessuto sociale.

La gerontocrazia saudita voleva replicare nello Yemen il ‘’Laboratorio’’ sionista (mi riferisco all’estrema destra israeliana) di Gaza, contrariamente ha trovato una sconfitta politico-militare simile a quella statunitense in Vietnam. Il Regno wahabita è ad un bivio: autoriformarsi diventando una Repubblica oppure accettare la balcanizzazione. L’Iran (con tutta probabilità) contenderà ad Israele il ruolo di potenza regionale.

di Stefano Zecchinelli

Giornalista pubblicista ed esperto di relazioni internazionali

  1. https://www.voltairenet.org/article209681.html
  2. http://www.linterferenza.info/esteri/la-rivincita-dellislam-sciita-nello-yemen/
  3. https://www.savethechildren.it/blog-notizie/epidemia-di-colera-yemen-ogni-giorno-contagiati-1000-bambini
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