Taiwan: laboratorio d’una nuova strategia di dissezione neocoloniale

Il ruolo geopolitico di Taiwan si inserisce all’interno del progetto statunitense di coordinare una Internazionale di stati non riconosciuti dalle Nazioni Unite, promuovendo il separatismo etnico. Una breve introduzione storica è necessaria.

Lega anticomunista dei popoli d’Asia: una Internazionale neofascista

Terminata la II Guerra Mondiale, gli USA raggrupparono nell’Est Europa ed in Asia le nazioni antibolsceviche. Venne creato, nel 1946, un Blocco Orientale Anti-Bolscevico per coordinare fascisti ucraini, ungheresi, rumeni, croati, bulgari, slovacchi, lituani sotto la guida di Yaroslav Stetsko: ‘’Ex-capo collaborazionista ucraino, Stetsko è considerato il responsabile del massacro di 700 persone, per lo più ebrei, a Leopoli del 2 luglio 1941’’ (da Thierry Meyssan, L’internazionale criminale: la Lega anticomunista mondiale, 3 luglio 2016). Dopo l’umiliante sconfitta in Corea, Washington iniziò a coordinare collaborazionisti anche in Asia. L’8 settembre 1954, venne istituita la SEATO, una NATO asiatica che raggruppava Australia, Nuova Zelanda, Pakistan, Filippine, Thailandia, Regno Unito e Stati Uniti ed il 2 dicembre USA e Taiwan firmarono un trattato di difesa bilaterale. La Lega anticomunista dei popoli d’Asia si costituì attorno alla figura del generale Chiang Kai-shek nemico personale e politico del costruttore della Cina moderna, il presidente Mao Tse Tung. Oltre a Chiang Kai-shek presero parte al progetto di Washington i principali esponenti dell’estrema destra asiatica:

‘’Oltre al presidente di Taiwan Chiang Kai-shek, l’APACL conta tra i suoi membri Paek Chun-hee, futuro presidente della Corea del Sud; Ryiochi Sasakawa, criminale di guerra divenuto milionario e benefattore del Partito liberale giapponese; e il Reverendo Sun Myung Moon, profeta della Chiesa dell’Unificazione. Inoltre, nelle file dell’APACL vi erano il generale Prapham Kulapichtir (Thailandia), il presidente Ferdinando Marcos (Filippine), il principe Sopasaino (Laos), il colonnello Do Dang Cong, rappresentante del presidente del Vietnam Nguyen Van Thieu), ecc’’1

La CIA ha il controllo totale dello scacchiere asiatico, dispone le provocazioni dei nazisti e ne coordina le alleanze geopolitiche: ‘’L’APACL è sotto il controllo totale di Ray S. Cline, allora capo della stazione della CIA a Taiwan e pubblica l’Asian Bulletin redatto da Michael Lasater, futuro capo del dipartimento dell’Asia della Heritage Foundation’’. Dal 1958, le riunioni del Blocco delle Nazioni anti-bolsceviche si tennero a Taipei e dal 1967 vennero arruolati altri fascisti e fondamentalisti religiosi dando vita alla Lega anticomunista mondiale. Dall’analisi di Meyssan apprendiamo che: ‘’Tra i nuovi membri vi erano i Los Tecos o Legione di Cristo Re, formazione fascista messicana creata durante la Seconda Guerra Mondiale. La Lega nella prima fase conobbe un boom negli anni ’73-’75, quando Richard Nixon e il consigliere per la sicurezza Henry Kissinger occupavano la Casa Bianca’’. Il finanziamento dei fascisti messicani era assicurato dalla Chiesa della Riunificazione, una setta di anticomunisti isterici ed omofobi paranoici. La Lega partecipò alla strategia della tensione in Italia mantenendo stretti contatti con Giorgio Almirante (fondatore del MSI) e Pino Rauti (fondatore di Ordine Nuovo), dall’altra parte inviò il terrorista Stefano delle Chiaie in Bolivia dove venne nominato alla testa dei separatisti etnici.

Prima Kennedy (pagando con la vita) e poi il presidente Carter si impegnarono nello smantellamento della GLADIO, nonostante ciò gli eventi recenti – dal golpe in Bolivia alla geopolitica di Taiwan – dimostrano che le ombre del passano riescono ad influenzare negativamente il presente. Se negli anni ’60, il neofascismo era un’arma da guerra anticomunista oggi è uno strumento provocatorio contro la costruzione di un mondo multipolare.

Taiwan: razzismo e geopolitica della catastrofe

Lo ‘’stato’’ di Taiwan, acquistando armi da Washington, (1) insiste nel mantenere l’indipendenza da Pechino (2) mettendo a punto una nuova strategia anticinese qualora il gigante asiatico dovesse entrare in contrasto con le Filippine nel Mar Cinese. Il Ministro degli Esteri di Taipei ha dato l’’’ok’’ all’acquisto di 2,2 miliardi di dollari in armi, conformemente al National Defense Authorization Act firmato da Donald Trump: Taiwan è una portaerei USA e Trump (in linea coi predecessori) riempie d’armi e soldi, non un alleato, bensì una ‘’carta sporca’’ da giocare.

C’è un altro aspetto importante: Taipei eredita l’ideologia della Lega anticomunista mondiale, il separatismo etnico. Questo ‘’stato’’ sta costruendo una Internazionale di nazioni non riconosciute o parzialmente riconosciute includendo regime dittatoriali e compromessi col narcotraffico (es. Kosovo), l’analista Paul Antonopoulos del Centro Studi GlobalResearch ci illustra la geopolitica catastrofica della ‘’nazione’’ asiatica:

‘’Se Taiwan sta creando una rete di stati non riconosciuti e parzialmente non riconosciuti, soprattutto perché già riconosce il Kosovo, Taipei potrebbe nel prossimo futuro avvicinarsi alla Repubblica Araba Saharawi Democratica (riconosciuta come parte del Marocco), la Repubblica Turca di Cipro del Nord (riconosciuta come una parte della Repubblica di Cipro), Ossezia meridionale e Abkhazia (riconosciuta come parte della Georgia), Repubblica di Artsakh (riconosciuta come parte dell’Azerbaigian) e Repubblica Moldava di Pridnestrovian (riconosciuta parte della Moldova)?’’2

Domanda: queste armi servono a fomentare nuovi conflitti? Perseguendo l’ideologia neofascista del generale Chiang Kai-shek, Taiwan un piccolo stato non riconosciuto contribuisce ad esportare il separatismo etnico minando le fondamenta degli Stati nazionali. Le nano-nazioni sono una garanzia d’illegittimità costituzionale.

di Stefano Zecchinelli

Giornalista pubblicista ed esperto di relazioni internazionali

  1. https://www.voltairenet.org/article192711.html
  2. https://www.globalresearch.ca/taiwan-creating-coalition-unrecognized-states-recognizing-somaliland/5717883

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