Nascita e vicende della Lega dei Tre Imperatori. 1873-1878

Portata a compimento l’unificazione della Germania, il cancelliere tedesco Bismarck si attivò per consolidare il neonato impero e mantener un contesto internazionale ad esso favorevole. Il suo convincimento era che il pericolo principale provenisse dalla Francia, la quale non avrebbe abbandonato la sua azione di rivincita. Perciò l’intento precipuo del cancelliere fu quello di tenere isolata la Francia, per impedirle di trovare alleati in Europa. Un ulteriore problema per Bismarck consisteva nell’ottenere buoni rapporti tra Russia e Austria; Bismarck intravedeva la possibilità di suddividere i Balcani in due sfere di influenza – l’area gravitante attorno all’Adriatico sarebbe andata all’Austria, mentre le zone relative al Mar Nero sarebbero spettate alla Russia. In tal modo i due Paesi avrebbero potuto coesistere e addirittura collaborare, allontanando l’ipotesi di una crisi internazionale che avrebbe in ultimo potuto favorire Parigi. Date queste preoccupazioni Bismarck escogitò una serie di alleanze al fine di legare alla Germania le altre Potenze e di controllare la conflittualità europea.

In occasione della Conferenza di Londra del 1871 Bismarck si adoperò per rafforzare l’isolamento della Francia, spingendola oltretutto ad interessarsi alle vicende coloniali in modo da generare un contrasto con Gran Bretagna e Italia. In quella sede, inoltre, la Russia ottenne una revisione concertata della Pace di Parigi del 1956, vedendosi accolta la possibilità di procedere ad una rimilitarizzazione del Mar Nero. L’attenzione di Bismarck venne, pertanto, dirottata a far sì che le aspirazioni russe a scendere verso i Mari caldi non si fossero scontrate con gli interessi dell’Austria-Ungheria nei Balcani. I rapporti tra questi due Paesi erano difficili, al punto che il ministro degli Esteri di Vienna, l’ungherese Gyula Andrássy, tentò di assicurarsi l’appoggio inglese contro una possibile azione russa ad oriente. Tuttavia, nonostante l’avversione di Londra nei confronti delle mire coloniali russe, gli inglesi non vollero compromettere il loro “splendido isolamento” per schierarsi con l’Austria.

Di fronte alla riluttanza inglese, l’Austria-Ungheria volle provare a recuperare i rapporti con la Germania, suggerendo a Bismarck la possibilità di una collaborazione in funzione anti-russa. Il cancelliere tedesco, però, non aveva intenzione di indispettire la Russia, in quanto la sua idea al contrario era quella di eliminare le fonti di attrito ed evitare di far sorgere la tentazione di guardare alla Francia. Per cui, egli fece in modo che l’incontro a Berlino tra Francesco Giuseppe e Guglielmo I venisse aperto alla partecipazione dello zar Alessandro II. L’incontro tra i tre Imperatori avvenne nell’autunno 1872 ed i loro ministri si scambiarono i rispettivi punti di vista sulle questioni più importanti. Andrássy e il suo omologo russo, il ministro degli Esteri Aleksandr M. Gorčakov, misero sul tavolo i temi che gli stavano più a cuore, ossia la questione polacca, il problema serbo e il futuro dell’. In quella circostanza, il ministro Andrássy, fece intendere al rappresentante russo di voler mantenere lo status quo, in risposta lo stesso atteggiamento da parte della Russia.

L’anno successivo, i delegati tedeschi fecero una visita ufficiale a San Pietroburgo e riuscirono a concludere e far ratificare dai rispettivi imperatori un accordo a firma dei feldmarescialli Helmuth Karl Bernhard von Moltke per la Germania e Friedrich Wikhelm Von Berg per la Russia. Si trattava di una vera e propria convenzione militare, che venne aperta alla partecipazione austriaca. Vienna naturalmente rifiutò di prendervi parte dato che in ultimo secondo le sue clausole avrebbe addirittura potuto condurla ad un impegno militare al fianco della Russia contro l’Impero Ottomano e l’Inghilterra. Bismarck comprese la posizione dell’Austria e nel maggio dello stesso anno si attivò per una mediazione per il raggiungimento di un accordo meno impegnativo. Nel giugno 1873 a Schönbrunn si arrivò alla firma di un trattato in quattro articoli, firmato da Francesco Giuseppe e Alessandro II. Nell’ottobre dello stesso anno, l’Imperatore Guglielmo I firmò l’intesa austro-russa facendo sorgere la Lega dei Tre Imperatori (Dreikaiserabkommen). Si trattava in sostanza di un accordo di carattere politico, consistente nell’impegno di consultarsi in caso di crisi, con l’idea di un dialogo diretto tra i tre sovrani.

Questa intesa presentava dei contenuti piuttosto vaghi e e ben presto emersero i segno della sua fragilità. Dopo circa due anni, infatti, si riaprì la cosiddetta Questione d’Oriente, che mise alla prova la tenuta della Lega. Allo scoppio degli eventi rivoluzionari in Bosnia, la Serbia e l’Impero Ottomano entrarono in conflitto. Data la situazione di crisi, gli Imperatori avviarono delle consultazioni, così come previsto dall’intesa del 1873; nel luglio del 1876 a Reichstadt l’Imperatore Francesco Giuseppe, supportato dal ministro Andrássy, si accordò segretamente con lo Zar Alessandro II. Essi decisero che qualora non fosse mutato lo status quo nessuno sarebbe intervenuto, se invece avesse perso la Turchia, l’Austria si sarebbe presa la Bosnia e la Russia la Bessarabia (persa nel 1856) e alcuni territori della costa orientale del Mar Nero.

Percependo il vantaggio turco, il principe serbo Milan chiede l’aiuto militare della Russia; inoltre, la crisi si estese anche ai territori bulgari, repressi brutalmente dalla Turchia (“orrori bulgari”) con una forte condanna europea per tale azione; ciò spinse la Russia (dietro la garanzia di Bismarck) ad intervenire originando un conflitto russo-turco. Tuttavia, la Russia non intendeva intervenire sulla base del precedente accordo segreto e ciò fece insospettire gli austriaci circa lealtà russa. Il ministro Andrássy portò a conoscenza di Bismarck l’accordo segreto. Successivamente, nel gennaio del 1877, prima di procedere all’invasione dell’Impero Ottomano, Russia e Austria-Ungheria firmarono la Convenzione di Budapest, in cui era previsto l’impegno di Vienna nel mantenimento della neutralità in cambio dell’annessione della Bosnia e dell’Herzegovina. I russi arrivano fino a Costantinopoli e il conflitto terminò nel marzo del 1878 con la Pace di Santo Stefano, con la quale i russi tentarono di ottenere dei notevoli vantaggi territoriali. Inoltre, l’Austria vide rinnegati gli impegni prebellici presi con la Russia (la Bosnia rimaneva infatti in mano alla Turchia), di conseguenza il ministro Andrássy contestò fortemente il trattato di Pace. In qualche modo la solidarietà conservatrice tra gli Imperi era stata infranta. Bismarck si adoperò immediatamente per ridimensionare le ambizioni russe e per riportarla sui binari della collaborazione europea. Ciò avvenne grazie al Congresso di Berlino del 1878, in occasione del quale il cancelliere tedesco mise, per così dire, a posto le cose. Infatti, Bismarck costrinse la Russia a rivedere la Pace di Santo Stefano come punto di partenza per ristabilire un equilibrio. La Bosnia passò sotto l’amministrazione austriaca; la Grande Bulgaria viene trasformata in Piccola Bulgaria, cioè quella attuale.

Sebbene al momento del Congresso di Berlino l’intesa fosse ormai compromessa, la crisi era stata evitata e Bismarck riusci a ricostituire le basi di una collaborazione tra i tre Imperatori, ed infatti nel 1881 l’Alleanza dei tre imperatori (Dreikaiserbund ) venne riproposta. La logica di base era la stessa, ossia il tentativo di precedere ad una spartizione equa dei Balcani. In ogni caso, non si trattava più un accordo di consultazione come la prima edizione, ma di un vero patto militare nel quale vi era anche l’impegno a mantenere la neutralità nel caso in cui una potenza si fosse trovata impegnata in un conflitto con una 4° potenza. Gli eventi successivi misero nuovamente alla prova questa alleanza fino a minarne le basi, decretando la fine della collaborazione tra Austria-Ungheria e Russia.

Per approfondimento:

Jean-Baptiste Duroselle, L’Europa da 1815 ai nostri giorni. 1974, Mursia Editore.

E. O. Blunsom, The Past and Future of Law, 2013, Xlibris Corporation.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error

Condivisione Social

error: Content is protected !!