L’alleanza sino-iraniana apre le porte a nuove Rivoluzioni socialiste?

La strategia anti-USA di Pechino ruota attorno alla costruzione del polo egemonico alternativo chiamato ‘’Eurasia’’, una nuova isola-mondo multietnica basata sull’integrazione dell’Islam in programmi d’integrazione sociale per le minoranze. L’Iran diventa un partner strategico nel lungo periodo.

Il mondo musulmano vive i crimini imperialisti USA, in Medio Oriente ed Asia, come una ferita aperta, ma stenta a prendere le distanze dall’oscurantismo della Confraternita dei Fratelli Musulmani. La crisi pandemica Covid-19, ha fatto cadere l’inganno del populismo di destra: oltre ai fondamentalisti religiosi ‘’islamisti’’, l’India di Modi ed il Brasile ‘’fascio-neoliberista’’ sono stati travolti dall’emergenza sanitaria internazionale. La Cina, col suo buon esempio, ha globalizzato la solidarietà sociale e l’Elite islamica persiana, nonostante la guerra commerciale di Trump, ha coniugato Resistenza antimperialista e potenziamento del sistema sanitario. L’Eurasia è la vera vincitrice della battaglia per il mondo multipolare.

L’accordo, di ben 25 anni, fra Cina e Iran mette fine alla guerra multidimensionale di Trump contro Teheran e Pechino: “la Cina investirà 280 miliardi di dollari per sviluppare i settori del petrolio, gas e petrochimica dell’Iran“. Il Presidente statunitense ha commesso gravissimi errori di prospettiva, ma secondo l’analista Alfredo Jalife-Rahme il disastro ‘’trumpista’’ s’è concretizzato con l’abbandono dell’imperialismo ‘’intelligente’’ di Obama, leggiamo:

‘’Il peggior errore strategico di Trump- oltre a quello di rompere l’accordo che aveva concretizzato Obama sul contenzioso nucleare iraniano – è stato aver ordinato l’assassinio, mediante un drone, del carismatico generale Soleimani e del suo accompagnatore iracheno, Abu Mahdi al Mohandes, che forse non ha lasciato alla teocrazia sciita iraniana altra opzione che accelerare gli ultimi dettagli del suo patto strategico con la Cina per un quarto di secolo’’1

L’errore principale di Obama, da parte sua, è stato quello d’aver assecondato le pulsioni guerrafondaie di Hillary Clinton, abbandonando il progetto d’una ripartizione ‘’imperiale’’ del mondo con la Federazione russa, madrina geopolitica tanto del mondo arabo quanto d’Israele. In questo caso, Jalife-Rahme dà prova delle sua enorme cultura geopolitica: ‘’I due errori di Obama e di Trump stanno facendo rivoltare nella tomba il geopolitologo inglese Halford MacKinder, perchè hanno fatto andare in mille pezzi tutti i suoi assiomi euroasiatici sui quali si era basato il dominio anglosassone degli USA e del Regno Unito per controllare il mondo ’’ (Ibidem). Donald Trump non ha il senso delle relazioni internazionali.

L’asse Iran – Cina mette in risalto l’isolamento euroasiatico di Washington, in rotta di collisione perfino col governo d’estrema destra filippino. Trump ha trasformato gli Stati Uniti in uno stato paria: la cattiva gestione della pandemia ha spinto i governi europei, per la prima volta, a prendere le distanze da un governo nord-americano. La Cina, finalmente, viene vista come un partner affidabile, nonostante ciò i ‘’media’’ ufficiali – proiezione della CIA e dell’MI6 britannico – continuano la campagna di diffamazione nei confronti del Socialismo asiatico. Non c’è vita dentro il neoliberismo dell’Ue e l’imperialismo della Nato, le nazioni europee devono riapprendere a conciliare Libertà e Giustizia Sociale guardando al di là dell’isola-mondo Occidente. La Via della Seta offre un progetto geopolitico multigenerazionale, la Nato economica nuove forme di imperialismo finanziario: la scelta, dismesso l’eurocentrismo, non sarebbe difficile.

Il mondo unipolare è al tramonto. Nella testata online l’Interferenza ho inquadrato la reazione (illogica) di Trump agli Accordi Iran – Cina:

‘’Trump, schizofrenico, ha reagito rilanciando le bufale contro il 5G di Huawei: si tratta, in realtà, di un sistema avanzato di interconnessioni sociali che farebbe tremare il sistema di spionaggio occidentale, ecco perché Trump e Netanyahu hanno arruolato un esercito di ‘’complottardi’’ contro di esso. Nulla a che vedere col 5G, ad impiego militare, della Nato: la stampa di estrema destra diffonde tesi strampalate contro le nuove tecnologie (es. legame fra il Covid-19 e 5G), privi di qualsiasi fondamento scientifico, ma non svincolate di una finalità losca: incriminare gli analisti che pongono il problema dell’utilizzo militare del 5G anglo-statunitense (es. le armi ultrasoniche) differenziandolo dal 5G di Huawei. La Cina non ha messo a punto nessun sistema di spionaggio, gli USA sì’’2

La sconfitta dei ‘’trumpisti’’ ha evidenti ripercussioni sulla tenuta del Padronato USA e della fazione ‘’nazionalista’’ dell’establishment europea. Raggirando le sanzioni, la versatile borghesia del bazar iraniana, finalmente, può esultare: ‘’Gli iraniani sono mercanti leggendari  e troveranno soluzioni creative per cambiare la divisa cinese, dal Qatar a Istanbul, e ricevere divise pesanti, mentre il renminbi/yuan si rafforza e si internazionalizza. L’infrastruttura dell’Iran sarà allineata con il progetto geopolitico multi-generazionale della Via della Seta’’ (Alfredo Jalife-Rahme). Teheran è diventata il crocevia nello spazio delle frontiere, questa ‘’connettività geopolitica’’ gli permette di compensare la debolezza strutturale geofinanziaria delineando il possibile spazio d’inter-connessioni dall’Europa all’Asia. Utilizzerò questa definizione: eurasiatismo interclassista.

L’analista Saikat Bhattacharya, Ricercatore di Economia della Jadavpur University di Kolkata, India, ci dà ulteriori informazioni sull’alleanza antimperialista sino-iraniana:

‘’La vera novità dell’alleanza, tuttavia, arriva nella nuova grande alleanza suggerita tra Cina, Pakistan, Iran e Turchia. Questa alleanza attirerà gran parte dell’Asia centrale nella sua orbita. Nel campo della geopolitica, l’Eurasia è talvolta chiamata “Isola del mondo” e la parte centrale di questa isola del mondo è il “grande perno” su cui ruota la storia. In molte possibili tempistiche, l’alleanza sino-iraniana segna una svolta di questo “perno”’3

Il ricercatore indiano sostiene che il passaggio al ‘’mondo multipolare’’ – Jalife-Rahme parla di nuovo ordine tri-polare (USA, Russia e Cina) – porterà ad una ‘’terza ondata rivoluzionaria’’: molte nazioni oppresse, dinanzi l’indebolimento del populismo di destra (es. Modi), rilanceranno la Rivoluzione anticoloniale portando alla nascita di nuove Repubbliche popolari. Il maoismo rappresenta una esperienza progressista viva nella memoria collettiva delle popolazioni asiatiche: Nuova Democrazia, Rivoluzione democratica e patriottica, alleanze interclassiste fra proletariato e borghesia nazionale, il pensiero di Mao Tse Tung è tutt’oggi oggetto d’esame in diverse università indiane, pakistane e filippine. Il declino dell’imperialismo USA apre le porte a nuove Rivoluzioni socialiste? Ricercatori ed accademici cinesi, indiani e filippini lo ritengono, non soltanto possibile, ma anche auspicabile.

di Stefano Zecchinelli

Giornalista pubblicista ed esperto di relazioni internazionali

  1. https://contropiano.org/news/internazionale-news/2020/07/20/il-patto-segreto-di-25-anni-tra-iran-e-cina-0130222?fbclid=IwAR239xXZZ2OmxTXetlyBqs-VUwV_31Fbqcd6ZbFcFwoWBkqm-c_bMIZOlaI
  2. http://www.linterferenza.info/esteri/iran-cina-argine-geopolitico-allimperialismo-usa/?fbclid=IwAR0_wWhQh4afdQRbUJM1MLrJ2hOF9wmr-oHX1GXU31u3f2caAfUHomHcIGw
  3. http://aurorasito.altervista.org/?p=13017&fbclid=IwAR1PlIoGkmMj5s-xffiLyOYIrGK8KRdXDmrwA0sUwSmjHE9rgshAL-gJq0Q

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