La tentazione totalitaria nel mondo dopo il Covid-19

L’establishment anglo-statunitense, scossa dalla pandemia Covid-19, ha deciso di rimettersi in mano ai suoi tecnici più esperti per pianificare il mondo post-coronavirus. Dopo l’ex Primo Ministro britannico Gordon Brown, si è espresso l’ex Segretario di Stato USA, Henry Kissinger sul Wall Street Journal pronosticando un Nuovo Ordine Mondiale. Brown e Kissinger fanno parte dello stesso club Pilgrim’s Society e, seguaci della Dottrina neocons sulla ‘’guerra infinita ‘’, ritengono che l’ordine non possa ristabilirsi senza una centralizzazione autocratica dei poteri.

L’estrema destra all’ombra del coronavirus

L’ex Primo Ministro Gordon Brown ha pubblicato, sul Financial Times, un articolo dove auspica che la paura del Coronavirus possa permettere alla nuova classe capitalista transnazionale di completare il piano, iniziato e parzialmente fallito, nel 2008. Il giornalista Thierry Meyssan, uno dei maggiori esperti sulla guerra di quarta generazione, ci informa che: ‘’All’epoca, Brown non riuscì a ottenere l’istituzione di un governo finanziario mondiale e dovette accontentarsi di una semplice concertazione con il G20. Secondo Brown, oggi si potrebbe cogliere l’opportunità di creare un governo della Salute Mondiale e pensare a quali Potenze dovrebbero essere associate ai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza’’1. Ciononostante, non c’è nessuna garanzia – tutt’altro – che un governo internazionale sia più efficiente d’uno nazionale, inoltre le organizzazioni transnazionali non sono (quasi mai) elettive, quindi sfuggono a qualsiasi controllo dal basso. Sull’Interferenza, lo scorso 4 aprile ho analizzato il rapporto che intercorre fra destra finanziaria e militare ed il Coronavirus:

‘’La situazione, politicamente dolorosa, ha permesso ad aspiranti autocrati – Netanyahu, Orban, Macron e Modi – d’instaurare regimi tecno-neoliberisti che vanno ben oltre il fascismo tradizionale basato sulla forza ma incapace di manipolare’’

‘’Il fondatore di Wikileaks nella sua ultima intervista dichiarò che: “La generazione nata in questo momento è l’ultima generazione libera”. La mania del controllo sociale, non ha risparmiato il governo italiano il quale – con la scusa della lotta alle ‘’bufale’’ – prende di mira il giornalismo indipendente partendo dal monitoraggio della rete’’2

L’analisi ruota attorno al concetto di capitalismo di sorveglianza utilizzato dal giornalista antimperialista Julian Assange, ma il rischio d’una involuzione totalitaria è stato denunciato anche da pensatori del campo liberare. Il filosofo israeliano, Noah Harari, ha esaminato il problema della sorveglianza arrivando – da una prospettiva liberale – alle medesime conclusioni dell’analista australiano:

‘’L’altro grosso problema, più a lungo termine, riguarda la sorveglianza. Uno dei pericoli dell’attuale epidemia è che giustificherà misure estreme di controllo, in particolare, il riconoscimento biometrico, che sarà giustificato come mezzo per far fronte all’emergenza. Ma anche dopo di essa, questa idea rimarrà. Stiamo parlando di un sistema di monitoraggio continuo di un’intera popolazione per segnali biometrici presumibilmente al fine di proteggere persone da future epidemie. Una cosa che può anche costituire le basi per un regime totalitario estremo. Stiamo affrontando un enorme problema di sorveglianza e privacy nella nostra epoca. Penso che vedremo una grande battaglia tra privacy e salute. E probabilmente ne conseguirà che le persone non avranno alcuna privacy in nome della loro protezione dalla diffusione di epidemie.

La tecnologia può essere molto efficace. Ora disponiamo della tecnologia per monitorare la popolazione e scoprire, ad esempio, lo scoppio di una nuova malattia sul nascere, contenerla, seguire tutte le persone infette e sapere esattamente dove sono e cosa fanno. Ma questo tipo di sistema di sorveglianza può quindi essere utilizzato per monitorare molte altre cose, cosa pensano le persone, cosa provano… E se non stiamo attenti, questa epidemia può giustificare lo sviluppo accelerato dei regimi totalitari’’3

Che cosa, nelle peggiori delle ipotesi, potrebbe accadere:

  • Una fuoriuscita dalla Ue, senza una rimessa in discussione dell’ordine imperialista Nato, non farebbe altro che configurare una nuova declinazione del neoliberismo senza riscattare la sovranità costituzionale. Trump e Kissinger guardano alla distruzione del polo imperiale europeo con una consapevolezza: una potenza capitalista ‘’di media portata’’ (industrializzazione, stato profondo e demografia interna) avrebbe pochissime possibilità (1) di non farsi deindustrializzare dalla guerra commerciale anti-euroasiatica (Trump) e (2) di riposizionarsi strategicamente nel mondo non globalizzato.
  • Il piano di Kissinger è stato intuito da Edward Snowden il quale, forte dei suoi archivi personali, ha ammonito: ‘’Creare uno stato di sorveglianza contro il virus danneggerà la libertà delle persone’’. Assange è un rivoluzionario, Snowden un riformista antimperialista e Harari possiamo definirlo un libertario, ciononostante tre studiosi delle loro levatura, al di là delle difformità ideologiche, temono una deriva totalitaria.

La civiltà si basa sulla cooperazione, non è possibile costruire una ‘’società decente’’ (cit. Orwell) se si vede nell’altro una malattia. Diversi governi occidentali, invece di richiamarsi all’etica comunitaria da cui nasce il principio di legalità, hanno trasformato alcuni cittadini in ‘’untori’’:

‘’In Francia, il prefetto di polizia di Parigi, Didier Lallement, ha dichiarato che le persone oggi in rianimazione solo le stesse che ieri hanno violato le norme d’isolamento.

In un altro continente, il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha ordinato alla polizia di «sparare» a ogni cittadino che tenti di sfuggire alle norme d’isolamento, salvo poi ricredersi’’4

Altre nazioni terzomondiste – Cina, Cuba, Venezuela, Vietnam e Corea del Sud – storicamente ostili al neoliberismo hanno dimostrato di saper pianificare il futuro, solidarizzando coi cittadini bisognosi di cure e con altre nazioni colpite dal Covid-19. Le popolazioni sudamericane ed asiatiche ritengono che il neoliberismo debba considerarsi l’economia della catastrofe, per cui la transizione allo statalismo sociale ed alla democratizzazione dell’informazione (partendo dalla rete) è già in corso. Il mondo globalizzato, diviso da secolari conflittualità inter-imperialiste, è strutturalmente differente dalla coalizione dei non allineati. I sistemi informatici e le corrispettive intelligence sono inassimilabili. Non si tratta più di decidere quale ‘’modello’’ capitalista sia il più efficiente, la contrapposizione è fra modelli di civilizzazione (etica, politica e redistribuzione delle risorse) contrapposti. L’Europa, americanizzandosi, ha tradito se stessa.

di Stefano Zecchinelli

Giornalista pubblicista ed esperto di relazioni internazionali

  1. https://www.voltairenet.org/article209574.html
  2. http://www.linterferenza.info/esteri/la-destra-finanziaria-militarista-allombra-del-coronavirus/
  3. https://it.gariwo.net/educazione/yuval-noah-harari-sull-emergenza-covid19-21870.html
  4. https://www.voltairenet.org/article206970.html
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