La schizofrenia di Trump ha compromesso i rapporti fra USA e Germania

Foto AFP

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L’imperialismo tedesco, dinanzi alla crisi sistemica che mina le fondamenta degli Stati Uniti, può sostituirsi a quello nord-americano? La Ministra tedesca della Difesa e presidente della CDU, Annegret Kramp-Karrenbauer ha preso di sorpresa gli alleati proponendo, il 21 ottobre 2019, una aggressione neocoloniale diretta alla Siria dispiegando militarmente le proprie forze.

L’imperialismo tedesco, concepito dai suoi teorici come sub potenza neocoloniale subordinata a Washington, attraverso il Consiglio franco-tedesco di Difesa e Sicurezza del 16 ottobre 2019 si è rilanciato in quanto ‘’regime’’ revisionista nella ripartizione delle sfere d’influenza fra grandi nazioni capitaliste. L’establishment tedesca ha deciso di rispolverare il piano esposto nel libro New Power, New Responsibility. Element of a German foreign and security policy for a changing world (Nuovo potere, nuova responsabilità. Elementi di politica estera e di difesa tedesca in un mondo che cambia). La Rete Voltaire ci informa a riguardo: ‘’Un documento in cui si preconizza che la NATO deleghi la gestione dell’Asia Centrale, del Medio Oriente e dell’Africa del Nord all’Unione Europea, alla leadership tedesca. Una strategia che Ursula von der Leyen ha inserito con discrezione nel Libro Bianco della Bundeswehr 2016. Ursula von der Leyen, altra personalità vicina ad Angela Merkel, è ora presidente della Commissione Europea in cui sta inserendo soprattutto personale tedesco’’1. Washington è nella piramide imperialista globale prima potenza in quanto ‘’regime’’ super-imperialista – nel linguaggio della geopolitica militare, un ‘’regime’’ viene denominato super-imperialista quando può reggere contemporaneamente più guerre d’aggressione – nonostante ciò una parte dell’Élite europea potrebbe pensare d’avvantaggiarsi della decomposizione delle infrastrutture interne USA, raccogliendone il ruolo di gendarme in diverse aree periferiche e non. Gli Stati Uniti non hanno rinunciato al proprio ruolo imperiale, ma diretti dal presidente Trump sono passati ad una concezione militarista dell’imperialismo ad una idea imperiale di dominio economico.

L’imperialismo è un antipatriottismo

Secondo alcuni giornalisti statunitensi la mossa di Trump sarebbe un bluff, un mossa suicida dettata dalla schizofrenia politica. L’analista Finiam Cunningham considera il presidente eletto una ‘’sciagura’’ per lo stesso Pentagono:

‘’Ciò suggerisce che la “notizia” arrivava dal presidente Trump e dalla sua cricca, compreso l’infido ex-ambasciatore in Germania Richard Grenell. Incredibilmente, né il Pentagono né il governo tedesco furono ufficialmente informati di ciò che sarebbe un importante movimento di truppe, dato che esse sono di stanza in Germania dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il Paese ospita le più grandi basi statunitensi in Europa. È quindi una pietra angolare dell’alleanza NATO. L’assenza di comunicazione formale indica che il presunto ordine di Trump era motivato più dai capricci che dall’allontanamento strategico di forze statunitensi dall’Europa o, come il presidente stesso più volte ha minacciato di fare, di lasciare la NATO. Quest’ultima nozione propagandata da Trump nella sua ossessione sulla compressione dei bilanci militari europei non è altro che un bluff, data l’importanza strutturale della NATO per la proiezione di potenza nordamericana. Trump ossessionato dalla spesa probabilmente non capisce nemmeno il quadro strategico di come NATO e Germania siano un ponte europeo vitale per l’imperialismo USA’’2

Trump teme la ricongiunzione dell’industria strategica tedesca con la potenza militare russa. Ugualmente un avvicinamento sino-tedesco creerebbe le basi dell’’’Eurasia’’, teorizzata ‘’a destra’’ dal filosofo del diritto Carl Schmitt? Storicamente l’imperialismo – tedesco o statunitense che sia – è un ‘’antipatriottismo’’, quindi difficilmente la Germania, fino a quando non dismetterà il suo passato coloniale e razzista smantellando lo stato profondo, verrà considerata da Mosca e Pechino un partner affidabile.

L’articolo di Cunningham continua:

‘’Trump sembra contrattaccare la cancelliere tedesca Angela Merkel e i suoi capi del Pentagono. Diversi rapporti indicano che Trump era infuriato dalla decisione della Merkel di saltare il vertice del G7 ospitato a Washington dal presidente americano alla fine del mese. Si dice che la decisione riferita la scorsa settimana fu presa alla luce delle preoccupazioni del coronavirus e anche per i timori della Merkel per il precedente ordine di Trump di togliere i finanziamenti statunitensi all’Organizzazione mondiale della sanità. Pochi giorni dopo la riluttanza della Merkel a partecipare al vertice del G7, il WSJ riferì la notizia del piano di ritiro delle truppe dalla Germania di Trump. In aggiunta all’idea della ritorsione c’era il fatto sorprendente che Berlino non fu consultata o informata prima. Ciò suggerisce che l’obiettivo era sminuire Berlino il più possibile’’3(Ibidem)

Per adesso non abbiamo una conoscenza integrale delle intenzioni del presidente Trump, paladino degli evangelici: dal Padronato USA ai neofascisti dell’Alt Right. Dall’altra parte, l’Élite tedesca ha sempre intrattenuto ottimi rapporti con l’establishment democratica nord-americana e coi neoconservatori del Pentagono. Non è uno scontro fra Bene e Male, ma fra visioni strategiche dell’imperialismo del ventunesimo secolo. La Germania, gigante economico e ‘’nano militare’’, difficilmente riuscirà a scavalcare il complesso militar-industriale ‘’yankee’’ mettendo in discussione l’egemonia dei neoconservatori all’interno della Nato. L’imperialismo tedesco (rispondendo alla domanda iniziale della Rete Voltaire) non può sostituirsi a quello statunitense.

Il ritiro dei marines dalla Germania non è un ‘’dono’’ alla Russia: ‘’Basta guardare all’intensificarsi delle sanzioni belluine di Trump sulla Russia per il progetto del gasdotto Nord Stream 2 e il continuo rafforzamento della NATO a guida USA contro Mosca’’4(Ibidem). In conclusione non è nemmeno un ‘’tic’’ nella postura generale nord-americana antirussa (come pensa Cunningham): antirussa e, con Trump, antitedesca. La situazione interna ad USA ed Ue è sempre più instabile: l’Élite, temendo legittime insurrezioni di massa, cercano potere.

di Stefano Zecchinelli

Giornalista pubblicista ed esperto di relazioni internazionali

  1. https://www.voltairenet.org/article208105.html
  2. http://aurorasito.altervista.org/?p=12465
  3. Ibidem
  4. Ibidem

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