Il mondo e le sue contraddizioni nel tempo presente

Intervista a Davide Rossi, storico, docente e giornalista, corrispondente di Sinistra.ch

di Pacifico Saber

A seguito della crisi Covid-19, abbiamo potuto constatare la grossa differenza fra la reazione Cinese e quella dei paesi cosiddetti occidentali: i primi, pur essendo i primi a dover fronteggiare una pandemia causata da un virus fino ad allora misconosciuto, hanno agito prontamente, non solo dal punto di vista repressivo, ma anche assistenziale, sia nei servizi di base, che nel sussidio ai lavoratori che non hanno potuto lavorare. Ovviamente hanno un sistema che ha potuto permettere tutto questo, credi che un modello “alla cinese” sia possibile anche in Italia? Secondo te è possibile che si introducano in Italia elementi di dirigismo e pianificazione? Secondo te la classe dirigente italiana si renderà conto dell’importanza nell’avere una Banca Centrale dipendente dal ministero del tesoro?

Non credo che i cinesi abbiano dovuto agire in modo repressivo, ciò che hanno dovuto reprimere evidentemente era un morbo pericoloso per la salute dei loro cittadini e il futuro del loro paese e quindi hanno dovuto mettere in pratica delle politiche di contenimento sociale che risultano possibili negli stati orientali, non solo in quelli socialisti, ovvero in nazioni nelle quali la combinazione tra il sentimento del cittadino è la volontà statuale si incontrano in un’armonia che è difficilmente riscontrabile tra i cittadini del mondo occidentale. Allo stesso modo non capisco esattamente che cosa tu mi chieda quando parli di un modello cinese per l’Italia, ogni nazione ha la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni e quindi è difficile e anche un po’ scorretto immaginare che qualche cosa che corrisponde a un atteggiamento e una partecipazione popolare in un paese possa essere trasposto in un paese diverso.

Mi permetto di segnalarti inoltre che anche il termine “dirigismo” rischia per un lettore italiano di essere percepito come un termine negativo, mentre credo che i cinesi siano ben consapevoli che il loro paese è una nazione socialista ed è organizzata con i criteri del pluripartitismo, perché il Partito Comunista non è il solo Partito, tuttavia generalmente orientati a un atteggiamento profondamente marxista volto allo sviluppo delle forze produttive e al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. Penso in ogni caso che non si possano immaginare proposte di pianificazione economica per l’Occidente, il quale ha la sue radici con tutta evidenza in una scelta liberal – liberista, che però già prima di questa crisi sociale, sanitaria ed economica mostrava evidenti e clamorosi limiti. Piuttosto bisognerebbe prendere atto che le nazioni europee sono state in grado, al netto della rapina delle materie prime energetiche e alimentari compiuta ai danni delle nazioni di Africa Asia e America Latina sotto la copertura statunitense e della NATO, di crescere fintanto che la spesa sociale ha avuto negli anni cinquanta, sessanta e settanta un andamento prettamente socialdemocratico, mentre quando si è preferito lasciare ancora più spazio al mercato, in particolare dopo la fine dell’esperienza sovietica, ecco che il disastro è stato totale. Ora, per la crisi sanitaria in corso, tutti i politici europei parlano in maniera chiarissima di procedere con interventi pubblici e spese a favore dei cittadini per il lavoro, la casa, l’istruzione, la sanità, ma è esattamente l’opposto di quanto hanno messo in pratica da oltre un quarto di secolo, bisognerà capire quanto questo ravvedimento sia autentico o sia solo una temporanea mossa per cercare di contenere la più che plausibile rabbia e disperazione popolare.

Accenni poi al problema della sovranità monetaria, un tema importante rispetto al quale le forze politiche del mostro bicefalo del centrodestra e del centrosinistra di questi anni hanno mostrato totale subalternità a logiche di delega e rinuncia alla difesa degli interessi nazionali per una auspicata ma mai realizzata capacità dell’Unione Europea di diventare la casa comune di tutti, mentre tragicamente si è rivelata semplicemente l’organizzazione con la quale le multinazionali speculative e finanziarie sono riuscite a tutelare i loro interessi conto qualsiasi diritto, tanto dei cittadini, quanto delle piccole delle medie imprese.

Secondo te si potrebbe incrinare l’egemonia delle idee mercantilistiche di marca tedesca?

Io non credo che esistano idee mercantiliste di matrice tedesca, esiste un sistema liberal-liberista nel quale l’Occidente si è riconosciuto per decenni e che ha posto l’Unione Europea in una condizione ancillare rispetto allo strapotere di quelle multinazionali speculative che utilizzano il potere statunitense e la forza della repressiva e dissuasiva della NATO per procedere in quella rapina delle materie prime a cui ho accennato e che serve e per garantire in qualche modo la supremazia dell’Occidente contro e tutto il resto dell’umanità.

Durante questa crisi è emersa la fragilità e la pochezza dell’Unione Europea, la Francia ha rotto il tradizionale asse Franco-Tedesco. Conte sembra innervosito dall’atteggiamento della Germania e dei suoi satelliti, in tanti invocano Draghi come presidente del Consiglio italiano, forse ultimo e disperato tentativo di tenere insieme un progetto che fa sempre più acqua. Secondo te quali sbocchi potrebbero esserci?

Credo che sia del tutto sbagliato cercare nei certosini ricami più o meno polemici tra francesi e tedeschi, tra olandesi e italiani, una qualche sostanza di una reale differenza tra i soggetti europei. Tutta l’Unione Europea, tutti i paesi che ne fanno parte, sono evidentemente subalterni a quella che è la quarta guerra mondiale, essendo stata la Guerra Fredda la terza. Noi ci troviamo oggi in una situazione nella quale da un lato l’Occidente cerca di difendere l’unipolarismo, chiamandolo multilateralismo e cercando di nascondere le decisioni dei poteri economici speculativi e multinazionali, una presunta e mai applicata o efficace pluralità partecipativa delle nazioni occidentali, un metodo che sta impoverendo i cittadini, sempre più precari e poveri, dall’altra ci sono la Cina e la Russia, che fanno tesoro del pensiero cinese, il quale invita a comprendere che, solo se le condizioni di tutti nel mondo migliorano, i cinesi potranno cercare di vivere in maniera più soddisfacente e più serena, le quali promuovono un mondo multipolare e di pace, partecipativo e rispettoso, trovando in Iran e Venezuela due importanti alleati regionali in Medioriente e in America Latina.

Il risultato tra i più evidenti di questa guerra mondiale in corso è la guerra mediatica con la quale ogni giorno queste nazioni vengono diffamate dalla stampa italiana, europea ed occidentale, perché oggi le guerre non si combattono più con le armi o se le si usano, questo avviene in scenari marginali, come in Siria e nel Donbass, la guerra viene oggi condotta attraverso altri aspetti, principalmente economici, finanziari, mediatici, informatici e ovviamente batteriologici. Il ricorso a Mario Draghi come salvatore della patria è evidentemente collegato a tutto ciò che lui ha fatto nella sua vita, è stato l’uomo che insieme ad Andreatta ha sostanzialmente decretato la morte della sovranità nazionale italiana, è l’uomo che ha sempre risposto affermativamente agli appelli che gli venivano da quei poteri sovranazionali che hanno ridotto le nazioni europee nella condizione nella quale oggi versano, tuttavia amleticamente è anche l’uomo che ha avuto la capacità in più occasioni, come anche in questi giorni, di dire quello che molti pensano, ma che poi mai nessuno ha fatto, lui compreso, ovvero stampare moneta e rispondere alle necessità dei cittadini di fronte a questa devastante epidemia. Mi resta difficile da immaginare tuttavia che poi, nel caso in cui diventi presidente del consiglio, Mario Draghi possa portare avanti quelle politiche. Sicuramente per il nome e il prestigio di cui gode in Europa, sarebbe un italiano ascoltato, ma dubito che potrebbe, dopo una vita spesa in una certa direzione, cambiare così radicalmente le sue scelte e ammesso che lo faccia, resta arduo immaginare che possa imporle poi nello scenario europeo.

Secondo te, perché in Italia non si riesce a costituire un soggetto che unisca le istanze/lotte dei precari, disoccupati, piccole partite IVA, lavoratori dipendenti così come sta succedendo in Francia con i gilet gialli?

Prima dei gilet gialli c’è stato Melanchon e, come in Francia, vi sono state tante altre esperienze di una sinistra al contempo radicale ma capace di difendere la sovranità nazionale, ma sono finite tutte schiacciate mediaticamente dalla sinistra socialdemocratica funzionale all’unipolarismo. La sinistra liberale, essendo purtroppo maggioritaria, schiaccia ogni possibile forza autenticamente popolare, così che in tutta Europa migliaia di donne e di uomini pur non essendo di destra, votano i partiti di destra che, a parole, si ripromettono di difendere i diritti sociali.

Ruolo del Vaticano nella Via della Seta: Guido Salerno Aletta giornalista di Milano Finanza sul sito teleborsa.it in data 28.02.2020 scriveva “Solo il Vaticano tifa per una collocazione filo-cinese da parte dell’Italia: da sempre, dai tempi di Matteo Ricci, l’ambizione dei Gesuiti è stata quella di inglobare il Celeste Impero nel Regno di Cristo. Ora, con Papa Francesco, siamo di fronte ad una occasione storica, irripetibile”. Credi che il Vaticano possa vedere di buon occhio questo progetto economico-politico-sociale e spingere quindi l’Italia fuori dal tradizionale ruolo di pilastro nel Mediterraneo del mondo anglosassone?

È davvero divertente vedere come ogni tanto certi intellettuali spingano il ragionamento, per amore delle loro riflessioni, tanto fuori dalla realtà, inventandosi scenari iperbolici. Cercando di contenere la fantasia e di riflettere piuttosto sulla realtà concreta, è evidente che il Vaticano, di fronte a una nazione che sta diventando e per molti aspetti già è la prima potenza economica e militare del pianeta, voglia instaurare rapporti improntati a un proficuo e profondo dialogo.

Credi che nell’ambito del nuovo scenario geopolitico fra l’area Anglo-Nordamericana, Nord Europa e Via della seta, con il ruolo ambiguo della Francia, l’Italia diventi di nuovo terreno di scontro fra elefanti, ove le spetti solo il ruolo dell’erba?

Non vedo nessun ruolo ambiguo da parte della Francia, la quale semplicemente opera per garantirsi una collaborazione con la Cina che già nazioni come la Repubblica Ceca o l’Ungheria all’interno dell’Unione Europea hanno messo in atto, allo stesso modo della Grecia che ha fatto accordi bilaterali e non solo per il porto del Pireo. L’Italia è una grande nazione manifatturiera e ed è positivo che ci siano forze che agiscono per avere un rapporto positivo e costruttivo con la Cina, immaginando di sganciare l’Italia dai suoi precedenti alleati, che si mostrano a tutti gli effetti come i probabili perdenti del nuovo secolo.

Si è parlato molto dei laboratori che ricercano/sperimentano armi batteriologiche. Credi che nel prossimo futuro, a livello internazionale, possa partire una campagna per la chiusura di questi laboratori come è stato per il nucleare?

Le armi batteriologiche sono particolarmente pericolose per il futuro dell’umanità, è viva speranza che le donne e gli uomini di tutto il mondo si facciano consapevoli che un mondo senza nucleare civile o militare, perché le scorie radioattive fanno più morti delle bombe atomiche, è importante e in egual modo sarà utile se capiranno la necessità di porre un freno allo sviluppo delle armi batteriologiche. Nel presente quadro di apertissima conflittualità planetaria tuttavia mi pare difficile che tali obiettivi possano essere conseguiti.

Dopo gli importanti aiuti di Cina, Russia, Cuba e Venezuela è plausibile che parta un’iniziativa diplomatica da parte dei paesi aiutati per far rimuovere i dazi ai primi e le sanzioni ai secondi?

Il fatto altamente positivo è che questa crisi medico-sanitaria abbia aperto con tutta evidenza uno squarcio sui Paesi che promuovono un mondo multipolare e di pace, dimostrando che sono nazioni che ambiscono alla pace, alla cooperazione e all’amicizia tra i popoli, l’esatto contrario di quello che i media occidentali hanno propagandato e propagandano da anni. Il mio vivo auspicio è che tutti i cittadini europei si facciano consapevoli della realtà mondiale e possano prenderne atto e quindi capire che le azioni condotte contro Cina, Russia, Iran, Venezuela e Cuba rientrano in uno scontro planetario che deve essere il prima possibile superato, costruendo un dialogo e una comprensione reciproca che a oggi sono ancora molto lontani.

Nei giorni passati, causa la crisi economica drammatica che ha colpito lavoratori poveri e/o in nero soprattutto nelle regioni depresse, abbiamo assistito a scene di rivolta nei supermercati, tant’è che il Ministero degli Interni ha disposto presidi di polizia in tenuta antisommossa presso i vari punti vendita. Subito e senza lo straccio di una prova, come le rivolte di un decennio fa a Napoli contro l’apertura di nuove discariche, fu data la colpa alle mafie. Paradossale, visto che le mafie sono co-responsabili, assieme alle istituzioni e al ceto imprenditoriale, sia della piaga del lavoro mal pagato (se pagato) e per giunta in nero, sia delle discariche tossiche. Cosa sono, un partito di lotta e di governo? Non vedi, nella tua professione di giornalista, un leghismo odioso e strisciante da parte del mainstream ogni volta che si parla dei territori dell’ex Regno delle due Sicilie?

In qualsiasi nazione in cui esista lo stato di diritto è evidente che le forze dell’ordine siano chiamate a far rispettare la legalità, chi ha viaggiato come me in tutti i paesi socialisti del mondo è consapevole di questo. La legalità è la prima è maggiore difesa di ciascun cittadino. Trovo del tutto fuorvianti certi discorsi che parlano in questi giorni di svolta autoritaria in Italia, si sono prese delle semplici misure medico-sanitarie e quelli che vedo parlare più spesso in televisione sono i capi dei partiti d’opposizione, quindi mi sembra abbastanza evidente che non ci sia nessuna svolta autoritaria tanto in Italia, quanto in altre parti del mondo. D’altro canto la rabbia sociale e la disperazione di fronte all’assenza di lavoro e quindi alla fame che da essa ne deriva sono sentimenti ben comprensibili, soprattutto dopo un periodo di blocco totale è evidente che in una parte d’Italia, il Meridione, in cui la maggioranza delle persone lavora nell’agricoltura, nell’edilizia, nei servizi alla persona, tutte attività che non si possono assolvere con il telelavoro, il blocco della vita quotidiana abbia tragicamente portato nel giro di pochi giorni ad una situazione economica gravissima. Una situazione tragica e drammatica in cui come sempre le mafie, che sono un terribile cancro per la società italiana, si innestano e cercano di dare quelle risposte di solidarietà e di vicinanza che invece dovrebbero venire dallo stato, si genera così un drammatico corto circuito in cui i nemici dello stato, le mafie, agiscono come sorgente di aiuto e di prossimità alla cittadinanza in difficoltà.

La storia della relazione tra il Nord e il Sud d’Italia sicuramente è una storia drammatica perché alla buona volontà dei giacobini del 1799, penso alla Repubblica Napoletana di Eleonora Fonseca Pimentel, prima donna direttrice di un giornale, o di Garibaldi nel 1860, è corrisposta la volontà predatoria dei Savoia che era in totale accordo con la potenza francese e quella inglese che avevano decretato di fatto la possibilità della costituzione di un’Italia in cambio dello smantellamento delle infrastrutture e delle fabbriche del regno borbonico, in maniera da garantirsi e di non avere un concorrente nei commerci per il nascente canale di Suez e che avrebbe aperto con maggiore rapidità le vie dell’Asia e di parte dell’Africa negli scambi verso l’Europa. Oramai non è più un mistero che i Savoia nel sud d’Italia abbiamo imposto un’occupazione quasi militare e uno sfruttamento quasi colonialistico, con tanto di campi di detenzione per le popolazioni ribelli, questa è sicuramente una pagina drammatica di cui dobbiamo farci consapevoli, tuttavia non meglio è andato nel secondo dopoguerra quando la classe politica democristiana ha deciso di promuovere forme di assistenzialismo piuttosto che di sviluppo per le regioni meridionali, con la complicità dei politici settentrionali che hanno preferito costruire infrastrutture e fabbriche capaci di reggere la sfida della produttività nel tempo al Nord piuttosto che al Sud. Siracusa è più vicina a Napoli di Milano, eppure per andare da Napoli a Milano oramai si impiegano cinque ore con i treni ad alta velocità, mentre raggiunge invece Siracusa da Napoli ci si infila in un’impresa degna dell’Odissea. Tragicamente l’Italia non è mai riuscita a ragionare in termini unitari, in tutte le nazioni del mondo esistono differenze tra regioni differenti, tuttavia il secolo e mezzo di politica unitaria ha sicuramente una grave responsabilità nel non aver creato forme unitarie di collaborazione, di sviluppo, di crescita, questo ha tragicamente favorito il permanere e lo svilupparsi di poteri criminali e mafiosi nel Sud.

di Pacifico Saber

Note biografiche:

Davide Rossi: docente, storico e giornalista, è dottorando in Storia Contemporanea presso l’Università Pedagogica Nazionale di Kinshasa – Repubblica Democratica del Congo. È direttore del Centro Studi “Anna Seghers” di Milano e dell’ISPEC, Istituto di Storia e Filosofia del Pensiero Contemporaneo di Locarno. Autore di svariati saggi dedicati alla storia, alla letteratura, alla cultura e al cinema dei paesi socialisti, ai popoli del Sud del mondo e al movimento internazionale dei lavoratori, è segretario generale del SISA – Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, responsabile dal 2007 del “Centro di Formazione e Ricerca don Lorenzo Milani e scuola di Barbiana” per la Lombardia e il Ticino e corrispondente dall’Italia per Sinistra.ch. Per Radio Cittadella di Taranto segue da oltre un decennio i più importanti festival del cinema. Dirige dalla fondazione nel 2000 il mensile on line aurorarivista.it. È iscritto alla sezione ANPI/VZPI di Trieste.

Link: http://mimesisedizioni.it/davide-rossi/?fbclid=IwAR3TARWSrb5vCj3dQhQAm0VTGn4e6zuJq_cK0cnjdFFwPuykNilwweXWjeU

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