Il Covid-19, Julian Assange ed il futuro incerto del giornalismo investigativo

Il giornalista Chris Hedges,ex corrispondente estero del New York Times ora corrispondente di Russia Today e Premio Pulitzer, ha inquadrato politicamente il senso della persecuzione mediatico-giudiziaria contro Julian Assange con parole eloquenti: “La persecuzione di Assange è parte di un vasto attacco contro le organizzazioni di notizie anticapitaliste e antimperialiste”. L’agenda di Washington, ma soprattutto dello stato profondo prevede la ‘’guerra infinita ‘’ ossia l’annichilimento sociale del mondo non globalizzato; un giornalista scomodo, non allineato e perlopiù anticapitalista (cosa rarissima nel mondo del giornalismo investigativo) minaccia apertamente la soprastruttura organizzativa dell’imperialismo USA. Sarà per questo motivo che il fondatore di Wikileaks non potrà abbandonare la ‘’Guantanamo britannica’’ nonostante la pandemia Covid-19? Le sue condizioni psicofisiche, causa maltrattamenti e gravi violazioni dei diritti civili, paiono sempre più compromesse. Ha ragione il filosofo Srecko Horvat: ‘’se l’Europa perde Julian Assange, l’Europa perde se stessa’’.

Il giornalista Max Blumenthal, fondatore e direttore di The Grayzone, con un eccellente reportage ha denunciato le misure antidemocratiche che lo stato di polizia britannico ha imposto a Julian Assange, reo d’aver adempiuto ai suoi doveri deontologici di giornalista investigativo: proteggere i cittadini dagli abusi del potere, il giornalismo inteso come Quarto (contro)Potere in contrapposizione allo stato profondo. Leggiamo:

‘’Anonymous Scandinavia, un gruppo di sostenitori di Assange con sede in Svezia, ha fornito le foto a The Grayzone al fine di denunciare quella che considerano la repressione statale di un giornalista d’inchiesta.

Le immagini mostrano Assange confinato in una gabbia di vetro, fisicamente separato dalla sua squadra legale e non in grado di seguire il proprio processo.

Per tutte le udienze Assange ha contestato il suo isolamento, lamentando alla giudice Baraitser: “Sono tanto partecipe di queste procedure quanto sono a Wimbledon. Non posso comunicare con i miei avvocati o chiedere loro chiarimenti”. Ha detto alla sua squadra legale di non essere in grado di sentire dall’interno della gabbia di vetro’’ 1

Il principio del giusto processo, valido nel diritto nazionale ed internazionale, è diventato cartastraccia, nonostante le accuse contro il fondatore di Wikileaks siano bufale confezionate dalla CIA. Nell’aprile del 2017 l’ex direttore della CIA, Mike Pompeo,definì Wikileaks una ”agenzia spionistica ostile straniera” e Assange un “ciarlatano”. Lasciamo che a rispondergli sia Chris Hedges, Premio Pulitzer per il giornalismo d’inchiesta voce decisamente più imparziale di Pompeo:

‘’Assange è un editore coraggioso e senza paura che viene perseguitato per aver denunciato i crimini dello stato corporativo e dell’imperialismo. La sua difesa è all’avanguardia nella lotta contro la soppressione del governo dei nostri più importanti e fondamentali diritti democratici’’ 2

Per questo motivo contro Assange si sono mobilitate alcune centrali di comando del complesso militar-industriale USA: dalla Fondazione Clinton al lobbista filo-israeliano Sheldon Adelson, come ha recentemente documentato proprio Max Blumenthal. Clinton, Trump, ma anche l’estrema destra israeliana sono disposti a tutto pur di non rinunciare alla dottrina neoconservatrice di David Horowitz sulla ‘’guerra permanente’’ e la distruzione del mondo non globalizzato. Una nuova Architettura di Potere che ridefinisce i rapporti di classe e la geopolitica imperialista. Conquistare l’Eurasia sperimentando una penetrazione neocoloniale inedita, difficile – quanto meno per gli storici e i giornalisti – da inquadrare in tempi brevi.

La battaglia contro il Covid-19 in un mondo segmentato ha rovinato persone, classi sociali e nazioni decretandone la bancarotta. Quale sarà il futuro del giornalismo d’inchiesta contro i ‘’poteri forti’’ nel mondo post-pandemia? Il documentarista Andre Vltchek, già collaboratore del linguista Noam Chomsky, pone alcuni quesiti chiave che dovrebbero spingerci ad interrogarci sulla gestione della crisi – lockdown e congelamento della vita sociale – da parte dei governi neoliberisti:

‘’Al momento, quasi tutto il Sud America è “fuori portata”, così come l’Asia. Gli stranieri non possono entrare negli Stati Uniti. In realtà, la maggior parte dei paesi si è trasformata in fortezze.
 
Immaginate di avere parenti che vivono in una parte diversa del mondo. Immaginate che il tuo coniuge sia lì, da qualche parte, o la tua casa o un lavoro importante che ami appassionatamente. Immaginate che un governo neoliberista stia usando il blocco COVID-19 per coprire l’accelerazione della distruzione delle sue foreste pluviali, come sta accadendo proprio ora in luoghi come il Brasile e l’Indonesia. Immaginate che tali governi stiano espropriando gli indigeni e non potete continuare il vostro lavoro, che consiste nell’esporre crimini contro l’umanità e la natura.
 
Milioni di persone dipendono dal tuo lavoro investigativo, ma non puoi andare. I confini sono chiusi, gli aerei non volano. “È tutto per il tuo bene”. “È tutto per il bene degli altri”.
 
Potresti chiedere: “Che dire del bene di quei milioni che vengono derubati, impoveriti, persino uccisi da eventi non correlati o solo parzialmente correlati al COVID-19? Hanno il diritto di vivere? Hanno il diritto di essere protetti, difesi? “

Ma non molti fanno queste domande! E se lo fanno, i mass media non prestano attenzione. …. Il romanzo coronavirus, a quanto pare, ora è tutto ciò che conta, almeno per alcuni o per la maggioranza. O per il regime’’ 3

Il coronavirus ha bloccato le inchieste giornalistiche ed i reportage, ma non gli espropri e le guerre imperialiste (es. Yemen). Ha congelato i movimenti di massa (es. Gilet Gialli) e gli scioperi, ma non i licenziamenti e la svendita della sovranità nazionale. Il giornalismo ‘’professionale’’, violando il codice deontologico, è diventato una agenzia dei partiti di governo totalmente incapaci di prevedere la catastrofe sociale alle porte. I governi hanno chiuso in casa i cittadini e potenziato lo stato di polizia, senza legare le mani al Governo Ombra: multinazionali e capitalismo speculativo. Azionisti privati (in Italia soprattutto in Lombardia) hanno sbranato la sanità pubblica, lucrando sulle cure farmacologiche (es. plasma). L’editore pluripremiato Julian Assange è rimasto in carcere, mentre esponenti della malavita organizzata hanno ottenuto gli arresti domiciliari. Il Covid-19 si st rivelando un virus politico per costruire nuovi rapporti di sudditanza.

di Stefano Zecchinelli

Giornalista pubblicista ed esperto di relazioni internazionali

  1. https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-immagini_esclusive_thegrayzone_in_un_tribunale_britannico_cos_hanno_ridotto_julian_assange/82_35385/?fbclid=IwAR3HsQmEUclIUyHPaw4ocHxd5Y5RvX8qKs3azs4vFBjLq2imloO4mrq8JzM
  2. https://www.controinformazione.info/la-guerra-su-assange-e-una-guerra-alla-liberta-di-stampa/
  3. https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-La__battaglia__Contro_Il_Covid_In_Un_Mondo_Frammentato_Ha_Rovinato_Miliardi_Di_Vite/82_35132/

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