I Fratelli Musulmani in quanto setta oscurantista

La Turchia sembrava intenzionata a dare il suo contribuito all’edificazione dell’Eurasia, ciononostante Ankara è rientrata in contrasto con Mosca. Gli analisti di politica estera parlano dell’imprevedibilità del ‘’sultano’’ Erdogan, ma secondo Thierry Meyssan il governo islamista non trova una identità geopolitica che dia affidabilità agli alleati 1, condizionato dall’ideologia guerrafondaia della Confraternita dei Fratelli Musulmani.

Lo stato profondo turco è rientrato nell’orbita statunitense. Il primo febbraio, ha colpito alle spalle Mosca uccidendo quattro ufficiali dell’FSB 2. Gli assassinii mirati e la guerra etnica sono elementi costitutivi della setta d’appartenenza di Erdogan. Chi sono i Fratelli Musulmani (FM) e per cosa combattono? Il fondatore della Confraternita, Al-Banna, fissò tre obiettivi:

‘’a) ‘’una riforma della legislazione e l’unione di tutti i tribunali sotto la Sharia’’; (b) il reclutamento militare per istruire un servizio volontario sotto la bandiera del jihad; (c) il collegamento dei paesi musulmani e la preparazione per la restaurazione del Califfato, applicando l’unità richiesta dall’Islam’’ (Thierry Meyssan, Sotto i nostro occhi, pag. 131- pag. 132) 3

Contrariamente a quello che molti accademici diffondono, durante la ‘’guerra fredda’’ il nemico principale dei fondamentalisti sunniti non erano gli USA, ma l’URSS. L’antica ostilità verso il ‘’comunismo ateo’’ è diventata avversione geopolitica nei confronti dell’etica pluralista della Federazione russa, storica protettrice delle nazioni che s’affacciano nel bacino del Mar Mediterraneo, compresa Israele. La CIA non ci impiegò molto a capire che uno dei capi dell’organizzazione, Said Ramadan, era tutt’altro che devoto ad Allah quanto piuttosto un anticomunista di ferro. Prosegue Meyssan:

“Quando la CIA organizza un convegno presso l’Università di Princeton sulla ‘’situazione dei musulmani in Unione Sovietica’’, si presenta l’occasione per ricevere negli USA la delegazione guidata dal capo dell’ala militare dei Fratelli musulmani, Said Ramadan. Nel suo rapporto, l’agente della CIA incaricato di monitorarli rileva che Ramadan non è un estremista religioso, ma piuttosto un fascista; un modo per sottolineare il carattere esclusivamente politico dei Fratelli musulmani. Il convegno si conclude con un ricevimento alla Casa Bianca organizzato dalla presidenza Eisenhower, il 23 settembre 1953: l’alleanza tra Washington e il jihadismo viene così siglata” (pag. 135)

Espulsi dall’Egitto del socialista panarabo Nasser, i Fratelli vennero accolti dalla monarchia saudita dove, coccolati dai reali, accumularono enormi ricchezze diventando una autentica borghesia islamica. Certamente, l’ideologia dei FM e quella wahabita presentano differenze importanti: la Confraternita non condivide il progetto ‘’imperiale’’ saudita, la stessa declinazione monarchica dell’Islam viene (correttamente) ritenuta eretica. Soltanto i ‘’sururisti’’ tentarono di fondere wahabismo ed islamismo sunnita, un progetto eclettico che partorì una casta di parassiti socialmente necrotizzati. Morto Nasser, CIA ed MI6 britannico investirono nel rafforzamento della setta consentendo l’apertura delle università islamiche nei due grandi bastioni geopolitici da sottomettere: Egitto e Turchia. Soltanto la Siria del Partito Ba’th e l’Iran dopo la Rivoluzione anticoloniale guidata dall’Imam Khomeini, riuscirono a resistere alla colonizzazione culturale dell’Islam politico. Questo spiega, almeno in parte, l’ostilità di Erdogan verso il nazionalismo progressista e l’Asse della Resistenza sciita.

La storia dei FM è organica all’imperialismo occidentale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Fratelli, pur dichiarandosi neutrali, collaborarono col III Reich offrendosi ad Hitler in quanto reclutatori d’assassini. Nel dopoguerra, passarono dalla parte degli anglo-statunitensi contribuendo alla ‘’balcanizzazione’’ delle nazioni esterne al mondo non globalizzato: Jugoslavia, Iraq, Libia, Siria ed il prossimo obiettivo rischiava di essere la Repubblica popolare cinese. L’alleanza strategica della CIA e dell’MI6 con l’Islam politico venne rotta dalla Rivoluzione anticoloniale iraniana, nel 1979. Rovesciata la dittatura dello Scià, Khomeini chiamò i popoli delle periferie alla ribellione contro le metropoli capitaliste. Solidarizzò con le Resistenze irlandese e nicaraguense e, pur facendo della liberazione di Gerusalemme l’inizio del riscatto degli oppressi, non confuse il popolo israeliano anch’esso sottomesso al dominio degli arroganti, con governi anacronistici legati ad una cinica logica di spartizione del potere.

C’è una differenza strutturale fra lo sciismo ed il fondamentalismo sunnita; per l’Islam sciita (soprattutto di matrice persiana) la fede deve essere diffusa attraverso l’esempio. Khomeini non aveva dubbi, il potere spetta agli uomini virtuosi e non è detto che questi appartengano al clero. Durante la guerra Iran – Iraq (1980-’88), i Guardiani della Rivoluzione col loro eroismo salvarono la Repubblica islamica dalla catastrofe, mentre i chierici si davano alla fuga. Per i Fratelli Musulmani il fatto che l’Islam in passato sia stato diffuso con la spada, legittima l’utilizzo della violenza. Questo non ha impedito alla setta di concorrere alle elezioni, contestando il pluralismo (es. Algeria ed Egitto) con sorti alterne.

La Dottrina Trump prevede il furto delle risorse energetiche ai danni delle popolazioni mediorientali, una autentica calamità imputabile al complesso militar-industriale statunitense. Il ‘’sultano’’ Erdogan, forse senza rendersene conto, sta facendo il gioco dello stato profondo USA rischiando di portare la nazione in fondo al baratro.

Stefano Zecchinelli

Giornalista pubblicista ed esperto di relazioni internazionali

  1. https://www.voltairenet.org/article209187.html
  2. https://www.voltairenet.org/article209162.html?__cf_chl_jschl_tk__=30ecdfd3fd6d232591d8e048d5eb3b6b556b02e4-1581604885-0-Ad3kJfoyAcYhziKFIXG9ZYQbOfQA3xkt-Aifa5MbRPNnRXksclD31wHit_NfoPPHbXsPomThXvFju9ciL7hvQAL4rNKRtqy-dUUrCnpZosAEAV7Qh6DgdHaJ0FXOKgPwaW7VaVhst8UBsMcIz1v9venkp2TZ_HIX_KIyonvwwSIC4fF_OXx-OTZUKlA8wTVBLzDrBjU1HrtDZUNmSbyvfadmdAWJIDE6Vlm-lXY9cgir46vwQ8P94utfGgCSs9DE0Hp4rB0tXfGVaE3-ZyJ5PhYgmqmc_kzZLsi_pbbPKxhj
  3. Il libro di Thierry Meyssan è stato recensito criticamente sul giornale online l’Interferenza.info, si legga La nuova ‘’guerra fredda’’ secondo Thierry Meyssan, di Stefano Zecchinelli, 23 febbraio 2019. http://www.linterferenza.info/cultura/la-nuova-guerra-fredda-secondo-thierry-meyssan/

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