Gli imperativi geopolitici della Cina.


Come noto la geopolitica tenta di individuare ed analizzare i fattori di ordine spaziale capaci di influenzare le dinamiche politiche. Si tratta di quei fattori per così dire “statici”, relativi ai tratti caratteristici di un determinato territorio. Tramite la loro analisi è possibile, dunque, formulare qualche ipotesi relativa alle tendenze in atto.

In particolare, per quanto riguarda nello specifico la Cina, si possono individuare i seguenti imperativi geopolitici:

Innanzitutto la Cina ha l’interesse fondamentale di mantenere l’unità interna della Cina Han. Da punto di vista geografico la Cina può essere considerata come divisa al suo interno tra un’area densamente popolata, abitata da cinesi di etnia han, che rappresenta il nucleo della Cina, l’heartland cinese, e un’area costituita dalle regioni abitate prevalentemente da non cinesi e che fungono da buffer nei confronti degli stati confinanti. Sebbene l’economia cinese cresca ai ritmi elevati, una grossa parte della popolazione rimane povera o ai margini della società; il suo sviluppo è basato sulla domanda interna è fragile e si avvale di un  forte commercio con l’estero. Si tratta di uno schema già sperimentato in passato, come nel 19° secolo, quando l’industrializzazione e l’apertura forzata del Paese cambiarono la geografia economica della Cina, spostando nel pacifico l’area di collegamento con il mondo, e non più l’Asia Centrale; in quella fase sorsero delle forze antagoniste al potere centrale, rappresentate dalla leadership delle zone costiere, le quali accumulavano sempre più ricchezza e che avevano interesse a mantenere forti legami con la potenze commerciali. Questa situazione diede origine ad una forte pressione sul governo centrale, il quale si trovava di fronte ad una ricca zona costiere e ad una sempre più povera zona non-costiera (sempre nella Cina han), in cui prevaleva una economia di sussistenza. Mao capì la situazione e si adoperò per ricomporre l’unità della Cina Han, decise perciò di : 1) ricentralizzare il potere in Cina, 2) ridurre le disparità tra la regione costiera e il resto della Cina, 3) ridurre la presenza straniera in territorio cinese. Un possibile fattore di forte instabilità deriva perciò da una spaccatura interna dell’heartland cinese. Questo ragionamento è alla base del dilemma cinese: aprirsi all’esterno per favorire lo sviluppo economico significa rendere le regioni costiere più ricche e  con interessi divergenti rispetto al resto della Cina, e quindi rischiare col tempo di rompere l’unità politica della Cina Han, e di rendere in questo modo la Cina vulnerabile di fronte agli interventi esterni.

In secondo luogo, la Cina ha l’imperativo geopolitico di mantenere il controllo delle sue regioni periferiche, considerate cuscinetto rispetto all’esterno (buffer). Anche in questo caso Mao decise di rafforzare il controllo di queste regioni; in particolare, egli cercò di bloccare gli interessi sovietici nell’area (avevano già esteso l’influenza nella Mongolia esterna), quindi prese il controllo della Mongolia Interna e della Manciuria; poi dopo la guerra civile cacciò il signore della guerra Yang Zengxin che aveva in controllo dello Xinjiang; nel 1950 poi si diresse in Tibet, che recuperò nel 1951. Inoltre, come detto prima, la costa diventa il punto di fragilità della Cina, ma non dal punto di vista di una invasione militare, bensì per quanto riguarda l’invasione economica. Per cui un altro punto cruciale per i cinesi è quello di proteggere la costa da invasioni esterne. Questo si lega al primo punto e sulla possibilità di fare affidamento sulle zone costiere e sull’apertura commerciale per lo sviluppo del Paese, anche in funzione di un recupero del suo ritardo tecnologico, oltre che in risposta alle richieste di migliori standard di vita. Qui entra in gioco la scommessa di Deng Xiaoping di aprire il paese agli investimenti esterni e di ri-orientare l’economia verso l’industria dedita all’esportazione, dismettendo l’industria pesante e quella agricola; contro la tendenza destabilizzatrice, Deng faceva leva sul mantenimento di un governo centrale forte grazie all’apparato del Partito comunista e dell’esercito.

La Cina ha riposto sempre attenzione a questi tre imperativi geopolitici; come detto, probabilmente la principale minaccia geopolitica non è di tipo militare, bensì di tipo economico, dato che potrebbe condizionare il terzo punto e quindi compromettere il primo imperativo. Infatti, l’economia orientata all’esportazione è un tratto caratteristico dell’economica cinese, ciò comporta una forte dipendenza dall’esterno e quindi da fattori non controllabili dal governo cinese; l’interruzione del flusso commerciale potrebbe compromettere i ritmi di crescita e mettere in crisi l’economia cinese; da qui l’attenzione cinese verso la disponibilità dei Paesi ad acquistare le merci cinesi e verso la garanzia delle vie di comunicazione.

L’attuale crescita economica sta facendo riemergere il pericolo di una rottura dell’unità del nucleo cinese, dividendo  il Paese in una zona interna povera, che ha bisogno dei trasferimenti di capitale provenienti dalle zone ricche, le quali sono nuovamente costituite dalle zone di costiera agganciate all’economia globale. Secondo questo schema di ragionamento, la principale minaccia strategica per la Cina proverrebbe attualmente dalla potenza marittima statunitense, la quale potrebbe finire per per ostacolare il commercio cinese attraverso il blocco dei passaggi marittimi e dei porti cinesi. Quindi l’obiettivo prossimo dei cinesi è quello di rendere impraticabile una eventuale azione della flotta statunitense, per questo la Cina sta puntando alla fabbricazione e all’installazione di missili anti-nave sia di terra che sottomarini che abbiano un raggio d’azione sufficiente a tenere a debita distanza gli Stati Uniti. Vi è, inoltre, un evidente rinnovato interesse del governo cinese nella costruzione di una grande flotta militare. A questo va aggiunto lo sviluppo di sistemi radar e di tecnologia spaziale, oltre che al controllo di sistemi satellitari e di telecomunicazione.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error

Condivisione Social

error: Content is protected !!