Il salvataggio delle banche e il trattamento degli investitori.

 

 

La vicenda delle Banche italiane salvate con l’intervento del Governo ha riaperto uno spazio di riflessione circa le ricadute sui cittadini di un eventuale fallimento bancario. Con ordine: le 4 banche italiane salvate (Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e Cassa Ferrara) avevano proposto ai propri correntisti la sottoscrizione di obbligazioni subordinate, ossia di obbligazioni il cui rimborso, in caso di problemi finanziari per l’emittente, avviene successivamente a quello dei creditori ordinari, come ad esempio i possessori di obbligazioni senior. Ciò significa che in termini di rischio i bond subordinati possono essere equiparati alle azioni e che in sostanza in caso di fallimento gli istituti bancari non sono tenuti al loro rimborso.

A seguito delle difficoltà delle banche e dell’inizio della procedura di salvataggio, le persone che avevano acquistate queste obbligazioni si sono ritrovate con i loro risparmi azzerati e si sono sentite dire che avrebbero dovuto leggere più attentamente le condizioni cui erano sottoposte i titoli acquistati. È evidente che si tratta di operazioni poco trasparenti che fanno leva sulla buona fede dei clienti della banca. La prima questione riguarda, perciò, la vigilanza bancaria; una operazione di questo genere è sfuggita agli organi di vigilanza, in primis Bankitalia, e ulteriori indagini chiariranno eventuali responsabilità. Per quanto concerne l’intervento del governo italiano, esso si spiega con il tentativo di limitare per quanto possibile i danni di un eventuale fallimento alla luce di un cambiamento del quadro normativo che sarebbe avvenuto a partire da gennaio del 2016. Infatti, l’azione del governo ha consentito di risolvere la crisi bancaria mediante il “burden sharing” ossia la soluzione che prevede di rivalersi su azionisti e obbligazionisti subordinati.  Questa opzione non sarà più possibile dal prossimo anno. Questo perché, a partire dal prossimo gennaio, in caso di fallimento si dovrà procedere con il cosiddetto bail-in; si tratta di un  meccanismo che prevede che in caso di crack di una banca si attui un salvataggio interno a carico anche di obbligazionisti e depositanti sopra i 100mila euro, oltre che di azionisti e di obbligazionisti di strumenti subordinati.  La modifica è stata prevista dalla direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive) 2014/59/UE, che istituisce un quadro per armonizzare a livello europeo le procedure per la gestione e la risoluzione delle crisi degli istituti bancari e delle imprese di investimento. I decreti legislativi di attuazione della direttiva sono stati approvati nel novembre 2015.

Tuttavia, oltre al fallimento in sé fa discutere anche il modo con cui si è proceduto alla soluzione della crisi. La procedura è stata affidata ad un fondo di risoluzione gestito dalla Banca d’Italia, il quale ha provveduto a separare la parte sana da quella per così dire malata. Quella sana, la cd. good bank, è stata istituita con l’obiettivo di venderla ad un altro istituto bancario; la parte malata, invece , la cd. bad bank, è quella nella quale confluiranno i crediti in sofferenza e che mette in atto una operazione di depurazione dei titoli a rischio con l’aiuto delle risorse provenienti  dai finanziamenti pubblici o dagli eventuali fondi di investimento. Scopo della bad bank dovrebbe essere anche quella di recuperare proventi tramite l’immissione sul mercato dei titoli collegati ai crediti assorbiti in modo da riparare le perdite subite dai precedenti investitori. In questo caso, il governo italiano e l’Unione europea hanno stabilito in 18 centesimi il valore dei crediti in sofferenza ceduti alla bad bank, riducendo drasticamente per il momento la possibilità di recuperare risorse utili a indennizzare i detentori di bond subordinati. Inoltre, ai possessori di obbligazioni subordinate è stata negata al momento la possibilità per i di convertire tali strumenti in azioni della bad bank. È evidente, dunque, il torto subito dai possessori di obbligazioni subordinate, i quali sono passati per speculatori a loro insaputa e hanno visto svanire i propri risparmi e anche la possibilità di un loro recupero.

Please follow and like us:

LEAVE A COMMENT

Condivisione Social

error: Content is protected !!