Il nuovo giro di sanzioni Onu nei confronti della Corea del Nord.

 

Il regime nordcoreano di Kim Jong-un ha avviato una nuova fase di test missilistici e nucleari a partire dal settembre 2016. Dall’inizio di quest’anno i test missilistici riportati sono stati 14. Il 4 luglio la Corea del Nord ha testato il primo missile balistico intercontinentale (ICBM). Il 28 luglio ha effettuato un altro lancio di un missile balistico intercontinentale che è caduto nel Mar del Giappone. Il 26 agosto Pyongyang ha effettuato un nuovo test missilistico, riuscito solo in parte. Il 2 settembre, invece, il regime nordcoreano ha effettuato un test termonucleare, facendo esplodere in un sito sotterraneo una bomba all’idrogeno. Infine, il 14 settembre scorso, un missile ha sorvolato il territorio giapponese, percorrendo una distanza di 3.700 kilometri e dimostrando il potenziale per colpire la base americana di Guam. Va ricordato che in termini strategici il pericolo maggiore deriva dalla combinazione di tecnologia missilistica a lungo raggio e capacità di realizzare un ordigno nucleare, vale a dire ottenere il possesso della bomba più il vettore per distribuirla. Tale prospettiva naturalmente accresce l’instabilità geopolitica e costituisce una minaccia alla sicurezza internazionale.

 

Il Consiglio di Sicurezza Onu ha visto con preoccupazione le manovre giudicate fortemente provocatorie del Regime nordcoreano. Nell’agosto di quest’anno il Consiglio di Sicurezza ONU ha adottato la risoluzione 2371(2017)[1], la quale prevede un rafforzamento delle sanzioni contro la Repubblica   Popolare Democratica di Korea (RPDC). La risoluzione è stata adottata all’unanimità in base all’art. 41 Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite. In base a tale articolo, il Consiglio di Sicurezza può adottare misure non implicanti l’uso della forza nei confronti dello Stato che minacci la sicurezza o violi la pace internazionale. Con questa risoluzione il Consiglio di Sicurezza stabilisce l’interdizione per la Corea del Nord della “fornitura, vendita o trasferimento di carbone, minerale di ferro, frutti di mare, piombo e minerale di piombo” agli altri Paesi. Inoltre, ordina ai Paesi di non incrementare il numero dei permessi di lavoro per i cittadini nordcoreani (salvo approvazione dell’apposito Comitato del Consiglio di Sicurezza istituito con Risoluzione 1718 (2006)), nel timore che i loro redditi vadano a finanziare il programma missilistico-nucleare. In più, il Consiglio ha ordinato agli Stati di proibire l’apertura di nuove joint venture o società cooperative, né tantomeno l’ampliamento di quelle esistenti, che comprendano entità o cittadini nordcoreani[2].

 

In seguito al test termonucleare del 2 settembre, il Consiglio di Sicurezza ha adottato all’unanimità la risoluzione 2375 (2007)[3]. Affermando anche in questo caso di agire in base all’art. 41 Capitolo VII della Carta ONU, la risoluzione condanna il test e riafferma il divieto per la Corea del Nord di proseguire i suoi programmi missilistico e nucleare. La risoluzione rafforza le sanzioni nei confronti del regime nordcoreano, sebbene il testo iniziale è stato lievemente ammorbidito per evitare l’opposizione di Cina e Russia. Tra le nuove sanzioni c’è il divieto per gli Stati Membri di “fornire, vendere o trasferire ogni tipo di condensati e di gas naturale liquefatto alla Corea del Nord” e il blocco delle esportazioni nordcoreane di prodotti tessili (tessuti e prodotti di abbigliamento). In aggiunta, si ordina agli Stati Membri “la fornitura diretta o indiretta, la vendita o il trasferimento alla RPDC di qualsiasi prodotto petrolifero raffinato” che ecceda i 500.000 barili  in riferimento al trimestre 1 ottobre-31 dicembre 2017 (il tetto è di 2 milioni di barili in riferimento all’intero anno 2018). Inoltre, il divieto vale anche per la fornitura, vendita e trasferimento di greggio per la parte eccedente il quantitativo fornito, venduto o trasferito nei 12 mesi precedenti l’adozione della risoluzione stessa. Questi margini sono stati consentiti in ragione dei bisogni della popolazione e difatti risultano validi «a condizione che siano impiegati esclusivamente per il sostentamento della popolazione e che non siano collegati ai programmi nucleari o missilistici». La risoluzione prevede anche una estensione di precedenti sanzioni (ad esempio, proibisce agli Stati Membri di emettere permessi lavorativi per i cittadini nordcoreani, salvo il via libera dall’apposito Comitato istituito con Risoluzione 1718 (2006) e anche per tale motivo il rappresentante giapponese al Consiglio ha dichiarato che essa avrebbe portato le sanzioni “ad un livello senza precedenti”[4].

 

Nell’inasprire le sanzioni il Consiglio di Sicurezza ha ribadito la condanna nei confronti del Paese asiatico circa i test missilistici e la sua volontà di proseguire il programma di costruzione dell’arma nucleare. Il regime di Pyongyang dovrebbe dunque abbandonare il programma nucleare in maniera “completa, verificabile e irreversibile”[5].  Allo stesso tempo il Consiglio di Sicurezza ha chiesto la ripresa dei negoziati a sei, comprendenti Cina, RPDC, Repubblica di Corea, Giappone, Russa e Stati Uniti, per giungere ad una soluzione negoziale della crisi e alla denuclearizzazione pacifica della Penisola coreana.

 

 

 

 

[1] S/RES/2371 (2017), Resolution 2371 (2017) Adopted by the Security Council at its 8019th meeting, on 5 August 2017. http://www.un.org/en/ga/search/view_doc.asp?symbol=S/RES/2371(2017)

[2] Security Council Toughens Sanctions Against Democratic People’s Republic of Korea, Unanimously Adopting Resolution 2371 (2017). SC/12945, 5 AUGUST 2017 https://www.un.org/press/en/2017/sc12945.doc.htm

[3] S/RES/2375 (2017), Resolution 2375 (2017) Adopted by the Security Council at its 8042nd meeting, on 11 September 2017. http://www.un.org/en/ga/search/view_doc.asp?symbol=S/RES/2375(2017)

[4] Security Council Imposes Fresh Sanctions on Democratic People’s Republic of Korea, Including Bans on Natural Gas Sales, Work Authorization for Its Nationals. SC/12983, 11 SEPTEMBER 2017. https://www.un.org/press/en/2017/sc12983.doc.htm

[5] Security Council Imposes Fresh Sanctions on Democratic People’s Republic of Korea, Including Bans on Natural Gas Sales, Work Authorization for Its Nationals. SC/12983, 11 SEPTEMBER 2017. https://www.un.org/press/en/2017/sc12983.doc.htm

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