Sulla condizione di neutralità:

“Vi dico che chi sta neutrale conviene che sia odiato da chi perde e disprezzato da chi vince”.

(Machiavelli – Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio)

Chi vince potrà dire di averlo fatto senza l’aiuto di chi si è tirato fuori, mentre chi perde accuserà quest’ultimo di aver contribuito alla sua sconfitta. Colui che si sottrae dalla scelta di campo sa che può evitare di trovarsi immischiato in una disputa, ma è altresì consapevole che il suo valore potrebbe risentirne nel momento in cui la disputa dovesse terminare. In altri termini, la neutralità potrebbe trattarsi di un vantaggio nel breve periodo ma di uno svantaggio nel lungo. Quando gli schieramenti iniziano a formarsi si può ritardare la scelta, ma rimanere neutrali fino alla fine può comportare dei costi.

 

Sulla guerra:

“L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità”

(“Mankind must put an end to war – or war will put an end to mankind”)

John F. Kennedy, in occasione del suo discorso all’Assemblea Generale dell’ONU”, 25 settembre 1961. Nel discorso toccò il problema del disarmo, presentando sei proposte a riguardo. L’affermazione è espressione della tendenza idealista a considerare la guerra eliminabile mediante il ruolo delle istituzioni e della cooperazione internazionale. Assume quindi importanza fondamentale l’impegno per la creazione di un sistema che possa limitare il ricorso ai conflitti armati; contrariamente vi sarà sempre il pericolo di una guerra devastante per l’umanità.

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